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Per saperne di più sulla diagnosi di RLS
La diagnosi di RLS è sostanzialmente clinica e un approfondito colloquio con il proprio medico rappresenta il più importante strumento diagnostico. Per quanto riguarda la componente sensitiva della malattia, chi soffre di RLS non ha difficoltà in genere nel riferire al medico la sede del proprio disturbo, ma non trova altrettanto semplice descrivere i sintomi.
È costretto in genere ad utilizzare una terminologia davvero vaga: “Dottore, provo un "tormento" alle gambe, un "dolore", oppure “…. ho una sensazione di "puntura di spilli", di "scarica elettrica", di "compressione", come un "fuoco o un freddo interno".
Le sensazioni che vengono descritte sono spesso interne, profonde e non superficiali, mentre l’intensità dei sintomi varia da persona a persona e, nello stesso soggetto, da periodo a periodo, si può pasasre da un fastidio di tipo lieve alla insofferenza più intensa.
È di notevole importanza nella diagnosi la localizzazione del sintomo; quasi sempre sono coinvolti gli arti inferiori (in particolare la zona tra ginocchio e caviglia), in genere entrambi, ma non sempre in modo simmetrico: una persona su tre riferisce infatti di provare fastidio in prevalenza da un solo lato. In una percentuale non trascurabile, i sintomi possono colpire anche le braccia e, più raramente, il tronco o addirittura la testa.
È importante ricordare che i sintomi compaiono solo a riposo, durante l'immobilità degli arti, si attenuano con il movimento e si accompagnano a movimenti di tipo volontario effettuati per dare sollievo alle gambe e a movimenti involontari attuati, invece durante il sonno o quando si è davvero molto rilassati.
Il desiderio di muoversi si avverte alla comparsa dei sintomi dolorosi o fastidiosi e coinvolge gli arti colpiti: si sente il bisogno di muoverli nel tentativo di alleviare, perlomeno transitoriamente, il disturbo.
Ci si gira e rigira nel letto, si muovono le gambe effettuando continue flessioni ed estensioni delle stesse, si tenta di sfregare le gambe tra di loro arrivando fino a "pedalare". Quando poi la sintomatologia è davvero insopportabile, ci si alza dal letto e si cammina per casa.
L'andamento dei disturbi in coloro che soffrono di RLS è ritmico e compare di solito tra le 18.00 e le 4.00 del mattino All'alba e nelle prime ore del giorno, generalmente i sintomi migliorano o scompaiono del tutto, anche nelle forme più gravi.
Il movimento involontario delle gambe durante il sonno si può manifestare a tutte le età, ma aumenta considerevolmente negli anziani. Chi soffre di RLS può presentare anche durante la veglia dei bruschi movimenti involontari, più spesso a livello degli arti inferiori.
Sulla base di quanto descritto, è evidente che la RLS causa due tipi di disturbo del sonno: la difficoltà ad addormentarsi e la frammentazione del sonno (risvegli continui che vanno a scapito della qualità del riposo). Come conseguenza, chi soffre di RLS lamenta poi frequentemente una sensazione di stanchezza e di fatica durante il giorno (raramente, comunque, si arriva alla sonnolenza diurna).
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