|
Chi fa la diagnosi di RLS?
La diagnosi di RLS si basa soprattutto su criteri clinici (storia clinica e familiare, visita medica, domande sui sintomi, sui disturbi del sonno, etc) in genere non sono necessari esami specifici e costosi (come ad esempio la polisonnografia). L'uso di un questionario appositamente realizzato per identificare la RLS è generalmente più che sufficiente. Sarà poi il medico stesso a consigliare o meno una visita specialistica.
Pur essendo così diffusa nella popolazione, la malattia viene spesso ignorata ed è certamente sottostimata. La RLS rappresenta infatti la seconda o la terza causa più comune dei disturbi del sonno e, quando correttamente diagnosticata, consente al medico di poter curare quei soggetti che da anni soffrono d’insonnia, di ansia e di depressione.
Quali sono le ragioni che impediscono a chi soffre di RLS di avere una rapida diagnosi?
Innanzitutto, sappiamo quante difficoltà incontra chi davvero soffre di RLS nel descrivere i propri sintomi; spesso, la persona con RLS finisce col riportare al proprio medico un quadro mal definito con vaghe sensazioni di fastidio, dolore, ansia, insonnia e affaticamento.
Eppure il ruolo e l'attività del medico di famiglia dovrebbero facilitare il riconoscimento di questa malattia perché egli ha, in genere, un rapporto costante e continuo con i propri assistiti e può facilmente riconoscere i quattro elementi fondamentali della RLS:
1. il desiderio urgente di muovere le gambe, spesso associato a formicolio e ad alcune alterazioni della sensibilità
2. l’aggravarsi dei sintomi con il riposo e l'inattività
3. la scomparsa dei sintomi con il movimento (parziale o totale)
4. la comparsa dei sintomi durante il sonno e l'inattività notturna
Per saperne di più sulla diagnosi di RLS »
|